C’è un momento in cui senti “microonde” e la mente corre subito al piatto riscaldato in fretta, un po’ triste, magari pure gommoso. Poi entri in una cucina professionale e scopri che, con i giusti accorgimenti, lo stesso microonde diventa un alleato sorprendente, quasi un coltellino svizzero per precisione, velocità e piccole magie dell’ultimo minuto.
1) Temperare il cioccolato, senza bagnomaria e senza stress
Qui il trucco è smettere di pensare “sciolgo e basta” e iniziare a ragionare come fanno molti chef, cioè per micro-step. Il microonde non serve a fondere tutto in una volta, serve a portare il cioccolato vicino al punto giusto e poi lasciarti il controllo in mano.
Cosa funziona davvero:
- Usa potenza bassa (circa 20–30%).
- Fai impulsi brevi, 10–20 secondi, poi mescola sempre. Anche se sembra ancora solido, dentro sta già cambiando.
- Fermati quando è sciolto “a metà”, il resto si finisce con il calore residuo mentre mescoli.
Perché è geniale:
- Eviti il bagnomaria, quindi riduci il rischio di una goccia d’acqua che rovina tutto.
- È perfetto per piccole quantità, decorazioni, colature lucide e dettagli da pasticceria.
- È utilissimo per “aggiustare” al volo cioccolato già temperato che si è raffreddato troppo, lo riporti in finestra senza rifare l’intero processo.
Parola chiave: pazienza. Il cioccolato premia chi non ha fretta, anche quando usa un elettrodomestico nato per la fretta.
2) Disidratare e “crispare” guarnizioni in pochi minuti
Se hai mai visto una chips sottilissima, leggera come una foglia, e ti sei chiesto come diavolo l’abbiano fatta all’ultimo minuto, spesso la risposta è qui. Il microonde asciuga “da dentro verso fuori” e, se lo usi bene, ottieni croccantezza senza bruciare.
Metodo base, semplice e ripetibile:
- Taglia ingredienti molto sottili (mele, pere, agrumi, cavolo nero, erbe).
- Metti le fette tra due fogli di carta forno (aiuta anche a tenere la forma).
- Vai a potenza bassa o media, a intervalli, controllando spesso.
Idee che in cucina fanno sempre scena:
- Chips di cavolo nero come topping su vellutate.
- Fettine di agrumi croccanti per dessert o drink.
- Scorze secche da frullare in polveri aromatiche.
Il bello è che non devi accendere il forno per mezz’ora. In servizio, quei minuti contano.
3) Pre-cotture intelligenti per accorciare e uniformare le cotture
Questa è la parte meno “instagrammabile” e più concreta, quella che salva tempi, consistenze e nervi. Il microonde può diventare una pre-cottura controllata: porti l’interno avanti, poi finisci con la tecnica che dà sapore (padella, forno, griglia).
Ecco dove funziona meglio:
Patate, radici e zucca
Le ammorbidisci prima, poi le rosoli per ottenere crosta e colore senza aspettare un’eternità.Legumi già lessati o cereali
Un colpo di calore prima del salto in padella li rende più reattivi, meno acquosi, più “pronti” a legare con condimenti e salse.Carni a potenza bassa, poi rosolatura finale
Non è sous-vide, ma l’idea è simile: portare la temperatura interna con delicatezza e poi creare la reazione in superficie con una rosolatura rapida.
Per orientarti, ecco una mini-mappa:
| Obiettivo | Potenza | Strategia |
|---|---|---|
| Ammorbidire senza seccare | Bassa | Impulsi brevi, riposo e controllo |
| Accelerare una cottura lunga | Media | Pre-cottura, poi finitura in padella/forno |
| Uniformare la temperatura | Bassa | Copertura leggera e tempi più lunghi |
Risultato: servizio più rapido, cotture più uniformi, meno rischio di esterno asciutto con interno crudo.
4) Infusioni e aromi “espresso”, senza bolliture violente
Qui mi piace pensarlo come un “infusore rapido”. Invece di far bollire e perdere profumi, scaldi in modo uniforme un liquido e acceleri l’estrazione aromatica.
Funziona benissimo con:
- latte o panna con spezie (vaniglia, cannella, cardamomo),
- sciroppi con bucce di agrumi,
- oli delicati con erbe (rosmarino, basilico, timo).
Regole d’oro:
- Potenza moderata, niente ebollizione aggressiva.
- Tempi brevi e ripetuti, con assaggio o annusata tra un passaggio e l’altro.
- Copri il contenitore (senza sigillare), così trattieni aromi e riduci schizzi.
In pratica ottieni infusioni rapide per panna cotta, creme e gelati, oppure uno sciroppo profumato per dessert e cocktail, e un olio tiepido alle erbe pronto “adesso”, senza cuocere il profilo aromatico.
Alla fine la domanda si scioglie da sola: sì, gli chef usano davvero il microonde, ma non come scorciatoia pigra. Lo usano come strumento di controllo, e quando inizi a vederlo così, cambia tutto.




