4 modi geniali con cui gli chef usano il microonde

C’è un momento in cui senti “microonde” e la mente corre subito al piatto riscaldato in fretta, un po’ triste, magari pure gommoso. Poi entri in una cucina professionale e scopri che, con i giusti accorgimenti, lo stesso microonde diventa un alleato sorprendente, quasi un coltellino svizzero per precisione, velocità e piccole magie dell’ultimo minuto.

1) Temperare il cioccolato, senza bagnomaria e senza stress

Qui il trucco è smettere di pensare “sciolgo e basta” e iniziare a ragionare come fanno molti chef, cioè per micro-step. Il microonde non serve a fondere tutto in una volta, serve a portare il cioccolato vicino al punto giusto e poi lasciarti il controllo in mano.

Cosa funziona davvero:

  • Usa potenza bassa (circa 20–30%).
  • Fai impulsi brevi, 10–20 secondi, poi mescola sempre. Anche se sembra ancora solido, dentro sta già cambiando.
  • Fermati quando è sciolto “a metà”, il resto si finisce con il calore residuo mentre mescoli.

Perché è geniale:

  • Eviti il bagnomaria, quindi riduci il rischio di una goccia d’acqua che rovina tutto.
  • È perfetto per piccole quantità, decorazioni, colature lucide e dettagli da pasticceria.
  • È utilissimo per “aggiustare” al volo cioccolato già temperato che si è raffreddato troppo, lo riporti in finestra senza rifare l’intero processo.

Parola chiave: pazienza. Il cioccolato premia chi non ha fretta, anche quando usa un elettrodomestico nato per la fretta.

2) Disidratare e “crispare” guarnizioni in pochi minuti

Se hai mai visto una chips sottilissima, leggera come una foglia, e ti sei chiesto come diavolo l’abbiano fatta all’ultimo minuto, spesso la risposta è qui. Il microonde asciuga “da dentro verso fuori” e, se lo usi bene, ottieni croccantezza senza bruciare.

Metodo base, semplice e ripetibile:

  • Taglia ingredienti molto sottili (mele, pere, agrumi, cavolo nero, erbe).
  • Metti le fette tra due fogli di carta forno (aiuta anche a tenere la forma).
  • Vai a potenza bassa o media, a intervalli, controllando spesso.

Idee che in cucina fanno sempre scena:

  • Chips di cavolo nero come topping su vellutate.
  • Fettine di agrumi croccanti per dessert o drink.
  • Scorze secche da frullare in polveri aromatiche.

Il bello è che non devi accendere il forno per mezz’ora. In servizio, quei minuti contano.

3) Pre-cotture intelligenti per accorciare e uniformare le cotture

Questa è la parte meno “instagrammabile” e più concreta, quella che salva tempi, consistenze e nervi. Il microonde può diventare una pre-cottura controllata: porti l’interno avanti, poi finisci con la tecnica che dà sapore (padella, forno, griglia).

Ecco dove funziona meglio:

  1. Patate, radici e zucca
    Le ammorbidisci prima, poi le rosoli per ottenere crosta e colore senza aspettare un’eternità.

  2. Legumi già lessati o cereali
    Un colpo di calore prima del salto in padella li rende più reattivi, meno acquosi, più “pronti” a legare con condimenti e salse.

  3. Carni a potenza bassa, poi rosolatura finale
    Non è sous-vide, ma l’idea è simile: portare la temperatura interna con delicatezza e poi creare la reazione in superficie con una rosolatura rapida.

Per orientarti, ecco una mini-mappa:

ObiettivoPotenzaStrategia
Ammorbidire senza seccareBassaImpulsi brevi, riposo e controllo
Accelerare una cottura lungaMediaPre-cottura, poi finitura in padella/forno
Uniformare la temperaturaBassaCopertura leggera e tempi più lunghi

Risultato: servizio più rapido, cotture più uniformi, meno rischio di esterno asciutto con interno crudo.

4) Infusioni e aromi “espresso”, senza bolliture violente

Qui mi piace pensarlo come un “infusore rapido”. Invece di far bollire e perdere profumi, scaldi in modo uniforme un liquido e acceleri l’estrazione aromatica.

Funziona benissimo con:

  • latte o panna con spezie (vaniglia, cannella, cardamomo),
  • sciroppi con bucce di agrumi,
  • oli delicati con erbe (rosmarino, basilico, timo).

Regole d’oro:

  • Potenza moderata, niente ebollizione aggressiva.
  • Tempi brevi e ripetuti, con assaggio o annusata tra un passaggio e l’altro.
  • Copri il contenitore (senza sigillare), così trattieni aromi e riduci schizzi.

In pratica ottieni infusioni rapide per panna cotta, creme e gelati, oppure uno sciroppo profumato per dessert e cocktail, e un olio tiepido alle erbe pronto “adesso”, senza cuocere il profilo aromatico.

Alla fine la domanda si scioglie da sola: sì, gli chef usano davvero il microonde, ma non come scorciatoia pigra. Lo usano come strumento di controllo, e quando inizi a vederlo così, cambia tutto.

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