Quando un gatto smette di mangiare, in casa cala un silenzio strano, come se mancasse un pezzo di routine. Ti ritrovi a fissare la ciotola intatta e a chiederti se sia un capriccio o un segnale serio. La verità è che, con i gatti, l’inappetenza va presa sul serio, ma senza farsi travolgere dal panico: ci sono prime mosse da fare a casa che possono aiutare molto, mentre ti prepari a contattare il veterinario.
Prima regola: osserva, senza forzare
La tentazione di insistere, inseguirlo con la ciotola o “convincerlo” è forte. Però spesso peggiora lo stress. Invece, prova a raccogliere piccoli indizi:
- Ha bevuto nelle ultime ore?
- Si nasconde più del solito o sembra abbattuto?
- Ci sono vomito, diarrea, starnuti, salivazione, alito molto cattivo?
- La lettiera è normale (pipì e feci presenti, sforzi, sangue)?
Queste informazioni, annotate anche sul telefono, diventano oro quando parlerai con il veterinario.
Cibo: piccoli trucchi che spesso sbloccano l’appetito
Qui entra in gioco la parte “pratica”, quella che a volte risolve un blocco momentaneo e altre volte ti aiuta a capire che serve assistenza medica.
Passa al cibo umido e rendilo invitante
Il passo più semplice è offrire cibo umido (paté o bustina). È spesso più profumato, più morbido, più facile da leccare.
Poi fai questa prova, che sembra banale ma funziona sorprendentemente spesso:
- Metti una piccola porzione in una ciotolina pulita.
- Scalda per pochi secondi, deve essere tiepido, non caldo.
- Mescola e offri subito.
Il calore aumenta l’odore, e per un gatto l’olfatto è mezzo appetito.
Varia la proteina, senza fare “buffet”
Se ha sempre mangiato lo stesso gusto, prova a cambiare fonte proteica: pollo, tacchino, coniglio, pesce. A volte non è nausea, è semplice “stanchezza” del sapore.
Se hai a disposizione un alimento per convalescenti, può essere utile perché più energetico e digeribile. L’obiettivo è far ripartire l’assunzione, anche con due o tre leccate iniziali.
Porzioni piccole e frequenti
Una montagna di cibo può scoraggiare. Meglio:
- 1 o 2 cucchiaini alla volta
- riproposti ogni 2 o 3 ore
- senza lasciare l’umido secco e ossidato per tutta la giornata
Ambiente: la ciotola conta più di quanto pensi
A volte il problema non è “il cibo”, ma tutto ciò che gli gira intorno.
- Metti la ciotola in un posto tranquillo, lontano dalla lettiera e dal passaggio continuo.
- Tieni le ciotole pulite, lavandole almeno una volta al giorno (l’odore di detersivo forte, però, può dare fastidio, sciacqua bene).
- Assicurati che la ciotola sia stabile, con base antiscivolo, perché alcuni gatti detestano il rumore o il movimento mentre mangiano.
- Se in casa c’è confusione, offrigli un rifugio tranquillo (una stanza calma con acqua, lettiera e una cuccia).
Ripristina la routine (e togli i “fuori pasto”)
Se negli ultimi giorni hai concesso più snack del solito, o gli hai cambiato orari, prova a tornare alla routine abituale: orario prevedibile, porzione piccola, ambiente calmo. Sembra una cosa “da umani”, ma per molti gatti la prevedibilità è sicurezza, e la sicurezza aiuta a mangiare.
Quando chiamare il veterinario: la soglia delle 24 ore
Qui bisogna essere chiari. Un gatto che non mangia non può aspettare troppo.
- Se l’inappetenza supera le 24 ore, contatta il veterinario.
- Se si avvicina o supera le 48 ore, serve un intervento urgente.
Il motivo non è solo la debolezza. Nei gatti può comparire la lipidosi, cioè un accumulo di grasso nel fegato, soprattutto se il gatto è in sovrappeso, anziano o già fragile.
Chiama subito, anche prima delle 24 ore, se noti:
- letargia marcata, respirazione strana
- vomito ripetuto
- dolore evidente, lamenti, postura “chiusa”
- difficoltà a urinare o assenza di pipì
- gengive pallide o giallastre
Il punto: aiutalo adesso, ma non aspettare troppo
Le mosse a casa servono a stimolare l’appetito e a ridurre lo stress, cibo umido tiepido in porzioni piccole, ambiente tranquillo, routine stabile. Se però il gatto continua a non mangiare, il messaggio è uno solo: meglio una chiamata in più al veterinario che un giorno in più di attesa. Ai gatti, il tempo pesa. E agire presto è la vera forma di cura.




