Non potare mai il fico in questo periodo: ecco l’errore che blocca la produzione

C’è un momento dell’anno in cui la tentazione di “dare una sistemata” al fico è fortissima, lo vedi pieno di foglie, magari disordinato, e pensi che un taglio deciso lo rimetterà in riga. Proprio lì, però, si nasconde l’errore che può bloccare la produzione.

Il periodo in cui non dovresti mai fare tagli importanti

Se vuoi frutti, evita come la peste le potature strutturali quando la pianta è in vegetazione attiva, quindi in estate o comunque a stagione ben avviata. In quel periodo il fico sta già investendo energia su foglie, rami e, soprattutto, su ciò che diventerà frutto.

Il risultato dei tagli drastici è quasi sempre lo stesso: la pianta “risponde” con un ricaccio vegetativo vigoroso, cioè produce nuovi getti lunghi e forti. Bello a vedersi, sì, ma spesso povero di frutti nel breve periodo.

L’errore che blocca la produzione (ed è più comune di quanto pensi)

L’errore numero uno è la capitozzatura, o comunque una potatura forte che elimina senza criterio il legno che porta le gemme a frutto. In pratica, togli la parte della pianta che aveva già impostato la produzione, e lei riparte da zero.

Succede per tre motivi principali:

  1. Rimuovi gemme e rami fruttiferi, quindi spariscono i “punti” da cui sarebbero nati i fichi.
  2. Stimoli crescita verde, foglie e nuovi rami diventano la priorità, la fruttificazione va in secondo piano.
  3. Stress fisiologico, tra tagli grossi e perdita di chioma, il fico ribilancia le energie, e spesso lo fa a scapito dei frutti.

Se ti è capitato di potare in estate e poi vedere solo foglie e zero fichi, non sei “sfortunato”, è una reazione piuttosto prevedibile del Ficus.

Attenzione anche all’autunno tardo e al pieno inverno

Non è solo l’estate a essere delicata. Anche potare troppo tardi in autunno o troppo presto in inverno può creare problemi.

I rischi più comuni sono:

  • Danni da gelo sui tagli freschi, con seccumi e arretramenti del legno.
  • Maggiore vulnerabilità a malattie (ferite aperte in periodi umidi e freddi).
  • Tagli che cicatrizzano male, soprattutto se l’inverno è lungo.

In molte zone, il fico è rustico ma non invincibile. Se arriva una gelata dopo una potatura anticipata, la pianta può perdere rami utili e partire “zoppicante” in primavera.

Quando potare, davvero, per non perdere fichi

La finestra più sicura, nella maggior parte dei climi italiani, è fine inverno, quando il rischio di grandi geli sta calando ma la pianta non è ancora esplosa in vegetazione. Spesso coincide con fine febbraio e marzo, variando in base alla zona.

Qui l’obiettivo è semplice: potare senza cancellare la produzione.

Cosa fare in pratica (senza esagerare)

  • Elimina rami secchi o chiaramente malati.
  • Sfoltisci i rami che si incrociano, per far entrare luce e aria.
  • Mantieni una struttura ariosa, ma conserva il legno fruttifero.
  • Fai tagli puliti, su legno sano, senza lasciare monconi.

E in estate, allora, non si tocca mai?

In estate puoi intervenire, ma con mano leggerissima. Pensa più a “togliere il superfluo” che a potare.

Interventi estivi consentiti (e utili):

  • Scacchiatura, rimuovere polloni o getti inutili alla base.
  • Contenere un germoglio troppo vigoroso, con una spuntatura minima.
  • Eliminare un ramo rotto dal vento, per evitare strappi.

Quello che va evitato è il taglio grosso, quello che cambia la forma dell’albero.

Mini check-list prima di prendere le forbici

Se rispondi “sì” a una di queste domande, rimanda:

  • Il fico è pieno di foglie e sta spingendo nuovi getti?
  • Sto per tagliare rami grossi “per accorciare tutto”?
  • Ho paura che l’albero sia troppo grande e voglio dimezzarlo?

In questi casi, la cosa più produttiva da fare è aspettare il periodo giusto e intervenire con gradualità. Con il fico, spesso vince chi pota meno, ma meglio.

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