È il dolce più buono del mese, la ricetta di Benedetta Rossi è facilissima

C’è un tipo di dolce più buono del mese che ti conquista senza fare rumore: lo assaggi una volta e ti ritrovi a pensarci mentre apri il frigo “solo per guardare”. La torta fredda wafer e caffè di Benedetta Rossi è proprio così, facilissima, senza cottura, con quella magia tipica delle ricette che sembrano semplici, ma poi al primo morso fanno scattare qualcosa.

Non è un tiramisù tradizionale, e forse è proprio questo il suo punto di forza: la consistenza, dopo il riposo, diventa compatta e vellutata, con strati che si fondono senza perdere personalità.

Perché piace più del tiramisù (a molti)

Il paragone viene spontaneo perché ci sono caffè, crema al mascarpone e cacao, ma qui cambia la sensazione in bocca. I wafer non si dissolvono subito: all’inizio restano croccanti, poi, con il riposo, si ammorbidiscono quel tanto che basta a diventare irresistibili.

E soprattutto, c’è un vantaggio pratico: questa torta si taglia benissimo. Fette nette, compatte, da vassoio “da foto”, ma senza stress.

Ingredienti (stampo a cerniera standard)

  • 100 g di wafer (più extra per decorare)
  • 40 ml di caffè (freddo, per inumidire)
  • 250 g di mascarpone
  • 100 g di zucchero a velo
  • 300 ml di panna fresca ben fredda
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)
  • 8 g di gelatina in fogli (facoltativa, ma utile)
  • 50 g di gocce di cioccolato fondente (facoltative)
  • 2 cucchiai di cacao amaro per spolverare
  • Un pizzico di sale (facoltativo)

Metodo

  1. Prepara la crema base
    In una ciotola lavora mascarpone, zucchero a velo e vaniglia fino a ottenere una crema liscia. Se vuoi un gusto più “rotondo”, aggiungi un pizzico di sale.

  2. Monta la panna e unisci
    Monta la panna ben fredda, deve venire soda ma non “granulosa”. Incorporala alla crema di mascarpone con movimenti delicati dal basso verso l’alto, qui si gioca la morbidezza finale.

  3. (Opzionale) Stabilizza con gelatina
    Se usi la gelatina, mettila in ammollo in acqua fredda, strizzala e scioglila in pochissimo liquido caldo (va bene anche un cucchiaio di panna o caffè scaldato). Poi uniscila alla crema mescolando rapidamente, per evitare grumi. Questo passaggio rende la torta più stabile e perfetta da servire.

  4. Prepara lo stampo
    Rivesti uno stampo a cerniera con carta forno (base e bordi). È una piccola accortezza che ti salva lo sformo, e ti fa sentire già “pasticcere” quando apri la cerniera.

  5. Assembla gli strati
    Fai un primo strato di wafer sul fondo. Pennella con caffè, senza inzuppare troppo. Aggiungi uno strato generoso di crema, poi, se ti va, qualche goccia di cioccolato. Ripeti: wafer, caffè, crema. Chiudi con uno strato di crema ben livellato.

  6. Riposo in frigo
    Copri e lascia in frigo almeno 4 ore, ma se puoi, tutta la notte. È qui che succede la trasformazione, la crema si compatta e i wafer diventano morbidi al punto giusto.

  7. Finitura scenografica
    Spolvera con cacao amaro (quel tocco alla cacao che profuma di “dolce serio”) e decora con wafer sbriciolati sopra, per un contrasto croccante che si sente anche solo a guardarlo.

Trucchi semplici per farla venire perfetta

  • Caffè freddo: evita di sciogliere o “afflosciare” troppo i wafer.
  • Pennello, non immersione: il segreto è l’umidità controllata.
  • Crema ben montata: panna freddissima e movimenti delicati, così resta ariosa ma stabile.
  • Personalizzazioni furbe: gocce di cioccolato, granella di nocciole, oppure una spolverata extra di cacao tra gli strati.

Quando servirla (e perché finirà in fretta)

È perfetta a colazione se vuoi una coccola “da domenica”, ottima a merenda con un caffè vero, e a fine pasto fa sempre scena perché sembra un dolce elaborato, quando in realtà è una ricetta da montare con calma e mettere in frigo.

La domanda del titolo, alla fine, ha una risposta semplice: è il dolce più buono del mese perché unisce zero forno, massima resa, e quella consistenza compatta e vellutata che, fetta dopo fetta, ti fa pensare che sì, forse il tiramisù può aspettare.

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