C’è un momento, quando pensi all’insalata di riso perfetta, in cui capisci che non è solo “riso con roba dentro”. Il segreto, quello che ti fa dire “questa è diversa”, sta in un gesto semplice, quasi banale, ma decisivo, come suggerisce Bruno Barbieri: scolare il riso così bene da farlo diventare leggero, separato, pronto ad accogliere tutto il resto senza trasformarsi in una colla triste.
Il punto di svolta: scolatura e raffreddamento
Quante volte l’insalata di riso ti è venuta appiccicosa, pesante, con i chicchi che si inseguono in grumi? Qui entra la regola d’oro: scola bene e fai raffreddare.
- Scola il riso in un colino capiente, scuotilo con decisione, lascialo lì qualche minuto perché perda l’acqua in eccesso.
- Poi non chiuderlo in una “palla” in una ciotola. Barbieri insiste su questo dettaglio: stendilo.
Stendere significa aumentare la superficie, far uscire il vapore, evitare che l’amido rimanga intrappolato. Risultato: chicchi più asciutti, più separati, più felici.
Cottura: né scotto né “cuore di gesso”
L’altro nodo è la cottura del riso. Se scuoce, addio consistenza. Se resta troppo crudo dentro, l’insalata sa di “quasi pronta”.
L’idea pratica è questa:
- Cuoci in acqua ben salata.
- Assaggia 2 minuti prima del tempo indicato.
- Cerca un chicco al dente, ma senza un interno duro e farinaceo.
Se vuoi una bussola semplice, pensa alla forchetta: deve entrare senza resistenza e il chicco deve restare integro.
Equilibrio: la proporzione che cambia tutto
Il vero trucco da chef non è aggiungere un ingrediente segreto, è bilanciare la proporzione tra riso e condimenti. Se c’è troppo riso, sembra un contorno triste. Se ci sono troppi ingredienti, il riso sparisce e diventa un’insalata “a caso”.
Una regola che funziona spesso:
- circa 60% riso
- circa 40% ingredienti (tra proteine, verdure, sapidi)
Non serve la bilancia al milligrammo, ma serve l’occhio: ogni cucchiaiata deve raccontare la stessa storia.
Ingredienti
Per 4 persone:
- 320 g di riso (tipo parboiled o per insalate)
- 160 g di tonno sott’olio sgocciolato
- 120 g di prosciutto cotto a cubetti
- 2 uova
- 1 carota (media)
- 200 g di pomodori ciliegini
- 4 acciughe (facoltative, ma potenti)
- 80 g di cetriolini in agrodolce
- 80 g di olive verdi snocciolate
- 1 cucchiaio di capperi (dissalati)
- 1 costa di sedano
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- succo di 1 limone (circa)
- Tabasco (poche gocce, a gusto)
- sale e pepe
Metodo
- Cuoci il riso in acqua salata, scolalo molto bene e lascialo nel colino qualche minuto.
- Trasferiscilo in una ciotola ampia e stendilo con un cucchiaio, senza compattarlo. Lascialo raffreddare completamente.
- Prepara le uova sode, 9 o 10 minuti, poi raffreddale, sgusciale e tagliale a spicchi o a cubetti.
- Bollisci la carota finché è tenera ma non sfatta, poi tagliala a dadini.
- Taglia ciliegini, sedano e cetriolini. Sgocciola tonno e capperi, affetta le olive, spezzetta le acciughe.
- Quando il riso è freddo, unisci gli ingredienti poco alla volta, mescolando con delicatezza.
- Condisci con olio, limone, sale, pepe e qualche goccia di Tabasco. Assaggia, poi aggiusta. Qui si gioca la magia.
Perché non è un piatto banale
Quando è fatta bene, l’insalata di riso diventa davvero un piatto unico: ha carboidrati, proteine, verdure, acidità, sapidità. E soprattutto ha una cosa che spesso manca, la consistenza. Chicchi separati, ingredienti distribuiti, sapori che si sentono tutti.
Se vuoi il tocco finale “da frigo”, coprila e lasciala riposare 30 minuti prima di servirla. Non per nasconderla, ma per farla incontrare davvero. E a quel punto capisci perché quel gesto iniziale, scolare e stendere, vale più di mille decorazioni.




