Capita di solito così: esci la mattina, sollevi un vaso o una pietra in giardino e vedi scappare delle piccole “forbicine”. A quel punto scatta l’allarme, perché il nome suona minaccioso e le pinzette in fondo al corpo fanno impressione. Eppure, proprio come suggerisce il titolo, la vera attenzione non è “pericolo”, ma “segnale”: stanno dicendo qualcosa di molto concreto sul tuo spazio verde.
Cosa sono davvero le forbicine (e perché compaiono)
Le forbicine più comuni nei nostri giardini appartengono alla specie Forficula auricularia, insetti lucifughi e soprattutto notturni. Di giorno cercano rifugio dove l’occhio quasi non arriva, sotto pietre, in crepe del terreno, tra assi di legno, nei mucchi di foglie umide, sotto i sottovasi.
Se le trovi, quindi, spesso non è perché “invadono”, ma perché hai appena sollevato la loro coperta preferita.
Un dettaglio importante: la loro presenza non è strana né rara. Anzi, in un giardino vivo è piuttosto normale.
Il significato più interessante: equilibrio ecologico (se sono poche)
Quando le forbicine sono presenti in numero moderato, il messaggio è sorprendentemente positivo: il tuo giardino è un ambiente accogliente, con micro rifugi, materia organica, umidità non eccessiva e una piccola “catena alimentare” attiva.
E qui arriva la parte che spesso non si dice: sono anche alleate. Nella loro dieta entrano:
- afidi e piccoli parassiti morbidi
- acari e insetti di dimensioni ridotte
- residui e materia organica in decomposizione
Tradotto in immagini semplici, è come se facessero un turno di pulizia notturno e, mentre sistemano, tengono a bada alcune presenze che alle piante non piacciono affatto.
Se ti capita di vederle ogni tanto, soprattutto in primavera o dopo una pioggia, puoi leggerlo come un segnale di biodiversità e di un ecosistema che “respira”.
Quando diventano tante: cosa segnalano davvero
Se invece ne trovi in grandi quantità, tutte insieme, sempre negli stessi punti, allora sì, conviene fermarsi un attimo e interpretare il segnale. Di solito indica umidità eccessiva e condizioni perfette per la loro riproduzione: ristagni, ombra costante, accumuli di foglie fradice, sottovasi sempre pieni.
In pratica, più che “un’infestazione”, spesso è un campanello d’allarme sul microclima del giardino.
Ecco gli indizi più tipici:
- terreno che resta bagnato a lungo, anche con poco sole
- zone con ristagno d’acqua
- strati di foglie o pacciamatura troppo compatti e sempre umidi
- vasi e sottovasi con acqua ferma
Le pinze fanno paura, ma sono (quasi) innocue
Quelle pinzette in fondo all’addome si chiamano cerci. Servono per difesa, per manipolare il cibo e anche per il corteggiamento. Di solito nei maschi sono più ricurve, nelle femmine più dritte.
La domanda che mi fanno spesso è: “Pizzicano?”. Possono farlo, ma non hanno veleno e non rappresentano un pericolo per persone o animali domestici. Nel peggiore dei casi si tratta di una lieve irritazione, più sorpresa che dolore.
Se vuoi una scheda completa della specie, la trovi su Forficula.
Miti duri a morire (e cosa tenere a mente)
C’è la leggenda che entrino nelle orecchie, ma è un mito. Il loro comportamento è semplice: cercano buio, fresco e umidità. Se un ambiente non offre queste condizioni, non ci restano.
E non sono “insetti cattivi” in automatico. In alcune coltivazioni, soprattutto dove si apprezza il controllo naturale dei parassiti, vengono persino tollerate proprio per il loro ruolo.
Cosa fare in pratica, senza ucciderle
Se vuoi mantenerle utili ma evitare eccessi, la strada migliore è correggere l’ambiente, non combattere l’insetto.
- Migliora il drenaggio del terreno nelle aree critiche.
- Svuota i sottovasi e riduci l’acqua ferma.
- Arieggia e “sgrana” gli accumuli di foglie umide, senza eliminare tutta la materia organica.
- Sposta legni e pietre in modo da non creare troppi rifugi concentrati nello stesso punto.
Così il messaggio delle forbicine diventa chiarissimo: se sono poche, stai facendo bene. Se sono tante, il giardino ti sta chiedendo meno ristagni e un’umidità più equilibrata. E una volta sistemato quello, di solito, anche loro tornano a una presenza discreta, utile e perfettamente naturale.




